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La differenza tra grassi buoni e cattivi: come riconoscerli in etichetta

Stefano Pellacanidi Stefano Pellacani· 17/08/2026 16:47
La differenza tra grassi buoni e cattivi: come riconoscerli in etichetta

Ricordo ancora il giorno in cui, durante una colazione prima di una maratona, un mio amico atleta mi ha chiesto se sapevo davvero la differenza tra i grassi che stavo mangiando. Avevo scelto una brioche al burro, lui aveva optato per una con olio d'oliva. La domanda mi ha fermato. Ero solito pensare ai grassi come a nemici da evitare, eredità di anni passati nel mondo della pubblicità dove le diete lampo e i messaggi di "zero grassi" erano il pane quotidiano. Ma quando inizi a correre seriamente, a preparare il tuo corpo per sfide importanti, scopri che non è così semplice. I grassi non sono tutti uguali, e imparare a distinguerli leggendo le etichette è diventato per me parte di quel percorso di consapevolezza che mi ha accompagnato verso la rinascita personale attraverso lo sport.

Quando il corpo impara a scegliere

Quando corri, il tuo corpo diventa sincero. Non puoi ingannarlo con promesse vuote o scorciatoie. Durante i miei primi allenamenti lunghi, ho capito che la qualità del carburante che metti dentro fa davvero la differenza. Non è solo questione di calorie, è questione di come il tuo organismo processa quello che mangi e di come risponde durante lo sforzo.

I grassi buoni, quelli polinsaturi e monoinsaturi, sono come alleati invisibili che lavorano per te. Riducono l'infiammazione, supportano il sistema cardiovascolare, aiutano l'assorbimento delle vitamine liposolubili. Quando leggi un'etichetta e vedi scritto "acidi grassi monoinsaturi" o "polinsaturi", stai guardando composti che il tuo cuore ti ringrazierà di aver scelto. Li trovi nell'olio d'oliva, nelle noci, nel pesce grasso, nell'avocado. Sono i grassi che, durante i miei allenamenti intensi, mi hanno permesso di mantenere l'energia costante e la mente lucida fino al traguardo.

I grassi cattivi, invece, sono principalmente i grassi saturi e trans. Questi ultimi, in particolare, sono stati sottoposti a Idrogenazione idrogenazione industriale, un processo che li rende solidi a temperatura ambiente e drammaticamente più pericolosi per il tuo organismo. Aumentano il colesterolo cattivo, riducono quello buono, e nel tempo compromettono la salute cardiovascolare. Sono nascosti nelle merendine, nei dolcetti confezionati, nella margarina, nei cibi fritti industriali.

Come leggere l'etichetta senza perdersi

Quando ho iniziato a prestare attenzione alle etichette, ho scoperto che spesso la pubblicità sul fronte della confezione mentiva bellamente. Diceva "senza grassi" mentre dietro ti riempiva di zuccheri compensativi. Diceva "naturale" mentre conteneva oli parzialmente idrogenati. Ho imparato che la vera informazione è sempre sul retro, nella lista degli ingredienti e nella tabella nutrizionale.

Partiamo dal semplice. In ogni etichetta troverai una riga che dice "grassi di cui saturi". Questo è il primo filtro. Se la percentuale di grassi saturi è bassa rispetto al totale, è un buon segno. Ma non basta. Devi guardare gli ingredienti veri. Se leggi "olio vegetale parzialmente idrogenato" o "grasso vegetale idrogenato", stai guardando grassi trans. Evitali. Se leggi "olio di oliva", "olio di cocco" o "burro di arachidi naturale", stai su una strada più sicura.

Un trucco che mi ha aiutato molto è stato imparare a distinguere le quantità. Un prodotto può avere un buon profilo di grassi se contiene soprattutto insaturi, ma se le porzioni sono enormi, il beneficio svanisce. Durante la mia preparazione alle maratone, ho iniziato a pesare le cose, a leggere le porzioni suggerite, e la vera differenza è stata proprio lì: capire quanto stessi effettivamente mangiando.

La scienza dietro la scelta consapevole

La ricerca scientifica è chiara. I grassi monoinsaturi e polinsaturi riducono il rischio di malattie cardiache, mantengono il colesterolo sotto controllo, hanno effetti antinfiammatori che sono cruciali per chi pratica sport intenso. I grassi saturi, consumati in eccesso, fanno il contrario. E i grassi trans, quelli parzialmente idrogenati, sono praticamente veleno per il tuo sistema cardiovascolare. Sono stati così negativi che in molti paesi sono stati vietati o limitati dalle normative alimentari.

Quando corri una maratona, il tuo cuore batte a ritmi elevati per ore. Non è il momento per sorprenderlo con grassi trans accumulati nel sangue. Non è il momento per compromessi. È il momento per scelte consapevoli. Ho visto la differenza sulla mia salute e sulle mie prestazioni atletiche.

Un aspetto interessante è come il nostro corpo utilizzi diversamente questi grassi. I grassi saturi, che diamo per scontato siano sempre cattivi, in realtà svolgono funzioni importanti quando consumati in quantità moderate. Il problema è che la dieta moderna ne contiene troppi. I grassi insaturi, al contrario, sono sempre stati presenti nelle diete più longeve del pianeta, come quella Dieta mediterranea mediterranea italiana.

Il percorso verso scelte consapevoli

Imparare a leggere le etichette è stato per me parte dello stesso percorso che mi ha portato a lasciare la pubblicità e abbracciare la corsa. È stata consapevolezza. Smetterla di credere ai messaggi marketing e iniziare a capire veramente cosa stai mangiando. È libertà mentale.

Non c'è bisogno di diventare ossessionati. Non serve eliminare completamente i grassi saturi, perché il corpo ne ha bisogno. Ma serve scegliere. Scegliere il burro vero invece della margarina. Scegliere l'olio d'oliva. Scegliere il pesce. Scegliere snack a base di frutta secca piuttosto che merendine confezionate. Piccole scelte, decine di volte al giorno, che sommate nel tempo costruiscono un corpo più forte, una mente più consapevole, una salute che non è rinvio al domani ma realtà oggi.

Ogni volta che prendo una confezione dal supermercato e mi fermo a leggere l'etichetta, mi sento un po' come quando preparo un piano di allenamento. Sto costruendo qualcosa. Sto prendendo il controllo. E quella sensazione, quella certezza che stai facendo la cosa giusta per il tuo corpo, è lo stesso nutrimento dello sport che mi ha cambiato la vita. Grassi buoni e consapevolezza vanno di pari passo, portandoci verso una versione di noi stessi più forte e autentica.

Stefano Pellacani
Stefano Pellacani

Dopo aver lasciato una carriera nella pubblicità, Stefano si è dedicato alla corsa e alle maratone come percorso di rinascita personale. Racconta come lo sport possa essere uno strumento di cambiamento, motivando i lettori con storie vere e semplici esercizi di allenamento mentale.